domenica 9 giugno 2013

Google Reader chiude: ecco perché

Google Reader chiude: ecco perché:

Google ha spiegato il motivo per cui chiuderà presto il suo servizio Reader: colpa dei tempi che cambiano.
Google Reader chiuderà il prossimo 1 luglio: la notizia, già nota da tempo, è stata metabolizzata ormai dalla maggior parte di noi, anche se in giro per Internet c’è chi ancora spera in una marcia indietro da parte di Google, che dal canto suo non aggiornava il proprio lettore di feed RSS ormai da tempo.
Se l’annuncio della chiusura di Google Reader risale ormai a diverso tempo fa, finora erano oscuri i motivi che hanno portato l’azienda di Mountain View a prendere questa decisione, spiegati oggi in un’intervista realizzata da Wired a Richard Gingras, Senior Director, News & Social Products di Google. Ecco le sue parole:
“La nostra cultura è cambiata verso un modo di leggere notizie diventato un processo quasi costante. Gli utenti con smartphone e tablet leggono news a piccoli bocconi durante l’intero giorno - rimpiazzando il vecchio comportamento standard di lettura delle news a colazione o come relax a fine giornata.”
Secondo Google, quindi, i lettori di feed RSS in generale rappresenterebbero questo “vecchio” modello di lettere le notizie, rimpiazzato dalla possibilità offerta dai dispositivi mobile connessi alla rete di accedere alle notizie in qualsiasi momento del giorno, contrariamente a quanto accadeva fino a qualche anno fa.
I fedelissimi di Google Reader dovranno quindi mettersi il cuore in pace e lanciarsi alla ricerca di un’alternativa, tutt’altro che banale viste le caratteristiche del servizio destinato a morire nel giro di poche settimane. Gli sforzi di Google si concentreranno per le news su Google+ e Google Now, tentando di abbracciare questo “nuovo modello” che Larry Page e i suoi vedono nel modo di leggere le notizie.
Google Reader chiude: ecco perché é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 10:32 di venerdì 07 giugno 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.




Social network, aumentano spam virus e malware nel primo trimestre 2013

Social network, aumentano spam virus e malware nel primo trimestre 2013:
virus Social networkMcAfee ha rilasciato dei dati sconcertati sui social network: l’ultimo report su Facebook e Twitter fa registrare un aumento vertiginoso di malware, virus e spam nel primo trimestre 2013; una certa preoccupazione desta il worm Koobface, che, in netta risalita rispetto al 2012, rimanda gli utenti a finte pagine di anti-virus, cercando di rubare anche dati più sensibili negli stadi avanzati dell’infezione.
La situazione non è affatto positiva, se considerate che il numero di campioni Koobface è pari al triplo del trimestre precedente: su Facebook e Twitter continuano ad aumentare le vittime e tutto questo, nonostante si tratti dei social network più seguiti in tutto il mondo.
Sul fronte “spam” la situazione non è meno allarmante: dopo tre anni di stasi, si è registrato un netto aumento delle e-mail infette; in Nord America, per esempio, le campagne pump and dump hanno causato problemi a migliaia e migliaia di utenti, potenziali investitori nei giochi in borsa.
E che dire delle minacce avanzate e persistenti? Il report ha messo in evidenza che sono aumentate del 30% e che sono parecchi i casi di trojan password-stealing riscritti completamente per l’acquisizione di informazioni su persone che non hanno nulla a che vedere con servizi finanziari:
“I criminali informatici hanno ormai compreso bene che le informazioni personali e i dati sensibili aziendali sono la valuta all’interno dell’economia degli hacker - ha dichiarato Vincent Weafer, vice presidente di McAfee Labs - Il ritorno di Koobface ci ricorda che i social network continuano a rappresentare una notevole opportunità per intercettare le informazioni personali. Se ci spostiamo all’interno delle imprese, vediamo come i trojan password-stealing vengano manomessi per diventare strumenti di raccolta di informazioni per veri e propri attacchi di cyber-spionaggio. Sia che siano indirizzati a carpire le credenziali di accesso a un conto corrente, o la proprietà intellettuale e segreti aziendali, gli attacchi mirati stanno raggiungendo nuovi livelli di sofisticazione“.
Quale sarà la risposta dei social network?
Via | McAfee




venerdì 7 giugno 2013

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giovedì 6 giugno 2013

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